WORKSHOP di street photography con Fabio Sau

Maria Chiara Sotgiu

Sabato 23 giugno

Ore 15:00

Genere: Fotografia
Artista: Fabio Sau

Luogo: Exma – Strade di Orani

Durata: 3 h

Numero partecipanti: min. 6 – max. 11

Età: dai 18 anni

Titolo: Cercando il bluoltremare tra ritratto e paesaggio

Workshop di street photo, unicamente con macchina fotografica reflex, prevede un’ora di teoria e due ore di pratica tra i vicoli di Orani.

 

Il workshop è gratuito ma per partecipare occorre prenotarsi chiamando allo 079278275 o su info@escapesardegna.it

WORKSHOP di design partecipato con Maria Chiara Sotgiu

Sabato 23 giugno

Ore 11:30

Genere: interaction design
Artista: Maria Chiara Sotgiu

Luogo: Museo Nivola (Orani)

Durata: 4h

Numero partecipanti: 12 max

Età: dai 5 anni

Titolo: Indovina chi è Telemaco

Chi è Telemaco? Che faccia ha? Dov’è Telemaco? Telemaco siamo noi. Telemaco sei tu. Un workshop di Design Partecipato e Interattivo, per dare una, due, cento, mille nuovi volti (e voci) al – nostro – Telemaco e creare un identikit condiviso.

Il workshop è gratuito ma per partecipare è necessario prenotarsi chiamando allo 079278275 o su info@escapesardegna.it

WORKSHOP teatrale con Chiara Murru

Sabato 23 giugno ore 10:30

Genere: Teatro
Artista Chiara Murru

Luogo Exma e Museo Nivola (Orani)

Durata: 3 h

Numero partecipanti: 10 max

Età: dai 18 anni

Titolo: Il corpo di Telemaco

Recitare l’assenza. Laboratorio performativo site specific dedicato al tema dell’assenza e della lontananza, della fuga e dell’attesa. Non è richiesta esperienza. Richiesti abbigliamento comodo e leggero, un quaderno e una penna.

 

Il workshop è gratuito ma per partecipare occorre prenotarsi chiamando allo 079278275 o su info@escapesardegna.it

WORKSHOP di danza in sospensione con Elena Annovi

Sabato 23 giugno 2018

Ore 16:30 (livello principianti)

Ore 18:00 (danzatori esperti)

Genere: Danza in sospensione
Artista Elena Annovi

Luogo Chiesa Campusantu Vetzu (Orani)

Durata: 90’ per ogni workshop

Numero partecipanti: 9 max

Età: dai 18 anni

Livello principianti

Il workshop sarà dedicato alla tecnica della danza in sospensione. Il workshop prevede una sessione di riscaldamento del corpo, una di osservazione dello spazio e una parte tecnica sul lavoro di sospensione. Sono preferibili abiti comodi e scarpe da ginnastica. Acqua per dissetarsi.

 

Il workshop è gratuito ma per partecipare occorre prenotarsi chiamando allo 079278275 o su info@escapesardegna.it

E-SCAPE Performing Art dal 22 al 24 giugno 2018

IL 22, 23 e 24 giugno ad Orani, nei locali del Museo Nivola, si terrà il primo festival dedicato al tema dell’innovazione applicata al mondo dell’arte e dell’artigianato. L’evento nasce in seguito al nostro progetto di Residenza Artistica E-SCAPE Performing Art ideato in collaborazione con la Fondazione e il Museo Nivola di Orani.

Tre giornate di workshop, seminari, performance e molto altro.

Programma

22 GIUGNO – venerdì

Ore 11 – Museo Nivola
Hand Printing – Stampare con le mani
Laboratorio per bambini (scuola elementare) a cura del Fab Lab Make in Nuoro

Ore 15.30 – Museo Nivola
Arte e artigianato tra tradizione e innovazione
Intervengono Stefano Fancelli (Fonderie Digitali), Stefano Cucca (Rumundu) e Alessandro Lutzu (Make in Nuoro).
Confronto con gli operatori locali.
Modera Dario Carrera (Impact Hub)

Ore 18.30 – Museo Nivola
Aperitivo al Museo

Ore 19:30 – Museo Nivola
E – SCAPE ORANI – La fuga e il paesaggio
Spettacolo itinerante nel centro di Orani. Primo studio. Esito della residenza artistica E-scape ScrabbleLab
Ideazione e regia di Chiara Murru
Musiche e live set di Francesco Medda e Carlo Spiga
Con Elena Annovi, Joele Anastasi, Antonio Bissiri, Chiara Murru, Samuel Puggioni e Carlo Spiga
Performance interattiva a cura di Maria Chiara Sotgiu
Con la partecipazione straordinaria di Sos Bundhos di Orani
Scenografia di Sabrina Cuccu
Costumi di Andrea Cocca in collaborazione con Frida Angolo Vintage
Mostra fotografica urbana di scena di Fabio Sau
Assistente di produzione Luca Cheri

23 GIUGNO – Sabato

Workshop

ore 10:30       Genere: Teatro                                   Artista Chiara Murru

Luogo Exma e Museo Nivola                                             Durata: 3 h

Numero partecipanti: 10 max                                            Età: dai 18 anni

Titolo: Il corpo di Telemaco

Recitare l’assenza. Laboratorio performativo site specific dedicato al tema dell’assenza e della lontananza, della fuga e dell’attesa. Non è richiesta esperienza. Richiesti abbigliamento comodo e leggero, un quaderno e una penna.

Ore 11:30      Genere: Interaction design                Artista: Maria Chiara Sotgiu

Luogo: Museo Nivola                                                             Durata: 4h

Numero partecipanti: 12 max                                               Età: dai 5 anni

Titolo: Indovina chi è Telemaco

Chi è Telemaco? Che faccia ha? Dov’è Telemaco? Telemaco siamo noi. Telemaco sei tu. Un workshop di Design Partecipato e Interattivo, per dare una, due, cento, mille nuovi volti (e voci) al – nostro – Telemaco e creare un identikit condiviso.

Ore 15:00      Genere: Fotografia                                 Artista: Fabio Sau

Luogo: Exma – Strade di Orani                                             Durata: 3 h

Numero partecipanti: max 10                                                 Età: dai 18 anni

Titolo: Cercando il bluoltremare tra ritratto e paesaggio

Workshop di street photo, unicamente con macchina fotografica, prevede un’ora di teoria e due ore di pratica tra i vicoli di Orani.

Ore 16:30      Genere: Danza in sospensione                  Artista Elena Annovi

Luogo Chiesa Campu Santu Vetzu                                                Durata: 90’

Numero partecipanti: 9 max                                                          Età: dai 18 anni

Titolo: Drammaturgia del paesaggio per corpi in sospensione

Per principianti

Il workshop sarà dedicato alla tecnica della danza in sospensione. Il workshop prevede una sessione di riscaldamento del corpo, una di osservazione dello spazio e una parte tecnica sul lavoro di sospensione. Sono preferibili abiti comodi e scarpe da ginnastica. Acqua per dissetarsi.

Ore 18:00      Genere: Danza in sospensione                  Artista Elena Annovi

Luogo Chiesa Campu Santu Vetzu                                                 Durata: 90’

Numero partecipanti: 9 max                                                           Età: dai 18 anni

Titolo: Drammaturgia del paesaggio per corpi in sospensione

Per danzatori esperti

Il workshop sarà dedicato al livello avanzato di danza in sospensione. Il workshop prevede una sessione di riscaldamento del corpo, una di osservazione dello spazio e una parte tecnica sul lavoro di sospensione. Sono preferibili abiti comodi e scarpe da ginnastica. Acqua per dissetarsi.

Ore 19:00      Piazza Italia   Accensione del Fuoco di San Giovanni

Ore 20:00      Piazza Italia   Cena Sociale

Ore 21:00      Piazza Italia   Concerto di Arrogalla e Mauro Palmas. A seguire Makika Dj – set – Con la partecipazione di Gruppo Folk, Coro femminile, Coro maschile di Orani

24 giugno – domenica

Trekking Urbano e Extraurbano

Dalle ore 10:00 si svolgeranno due attività di trekking urbano e extraurbano alla scoperta della storia e i segreti del paese di Orani.

Le attività sono a cura di Annalisa Lande e Valentino Nieddu.
Luogo di ritrovo Museo Nivola.

Sono richiesti acqua e abbigliamento sportivo.

Info.+39 0784730063 / info@museonivola.it

Diventa Performer Per Un Giorno

Vuoi diventare co-performer dello spettacolo E_SCAPE?
Siamo alla ricerca di 10 volontari, di età compresa tra i 20 e i 45 anni, interessati e interessate a prender parte a un’esperienza performativa.
Disponibilità: dalle 10.00 alle 22.00 del 22 giugno 2018, Orani
Requisiti: trovarti in Sardegna nei giorni di E-SCAPE Festival
Invia una mail a: info@escapesardegna.it indicando:
Nome

Cognome

Età

Paese d’origine

Città/Paese

Numero di telefono

Email

Brevissima bio (max 300 battute) / Interessi (musica, teatro, danza, cinema, design, sport, artigianato) e rispondi a queste domande:

Sei mai scappato/a dalla tua terra d’origine? Si/no

Hai mai provato il desiderio di tornare? Si/no/a momenti

Sei tornato? Si/no/per un breve periodo

Sei felice delle scelte che hai fatto? Si/no/non so

Ti aspettiamo!

La Cornacchia e le Noci

Capita che, durante le giornate di residenza, accompagno le ragazze e i ragazzi in luoghi abbandonati.
Nel visitare questi luoghi ci accompagna spesso un piacevole crepitio innescato dai nostri passi calpestare dei gusci di noce disseminati sul pavimento.
Una melodia costante che ha destato la curiosità nelle improvvisazioni della danza e della musica.
Io ho sempre conosciuto il motivo della presenza di quei gusci di noce sul pavimento e, sia pur non avendola mai scoperta, so bene che sono state lasciate cadere dalla cornacchia in volo con l’intento di spaccare il seme e raccogliere la polpa.
Da piccolo me lo raccontava mio nonno mentre raccoglievamo gli ortaggi in un piccolo orto zappato poco fuori le mura di quella chiesa sconsacrata; quella chiesa dove, insieme alle ragazze e ai ragazzi della residenza, sono ritornato per poi osservarli danzare e suonare.
“Figlio mio, prendi le chiavi di Campusantu Vetzu che andiamo all’orto”.
Questa era la frase che intonava con dolcezza mio nonno quando da Sarule, paese poco lontano e dove risiedevo, solcavo l’uscio della sua casa a Orani.
Sorridevo e, balzo in avanti, si andava insieme a trascorrere i pomeriggi assolati d’estate in quel fazzoletto di terra lontano dal mare, ricco di crolli, pomodori e gusci di noce.
Un mare che ho incontrato pochissime volte da bambino e che da adulto, per motivi di studio, ho solcato con l’emozione di un montanaro.
Oggi di quei pomeriggi assolati conservo un tenero ricordo e da allora sono trascorse molte estati e molte noci sono cascate dal cielo.
Molti passi hanno calpestato i gusci in quei luoghi silenziosi.
Molte persone, in totale intimità, hanno danzato giocando col crepitio dei gusci.
Io, forse per pura casualità, forse per amore o per chissà quale motivo, mi ritrovo oggi nel vivere a Orani.
Il paese dei miei nonni.
Non ho smesso di giocare con i gusci di noce.
Non ho smesso di cercare la cornacchia in volo nell’atto di lasciare cadere il seme di noce.
E solo oggi, con gli occhi di un adulto che ha viaggiato con curiosità per alcune strade di questo mondo, solcato più volte il mare senza perdere lo sguardo del montanaro, riesco a leggere i silenzi del vivere in un piccolo paese.
Riesco a scovare la rottura di questi silenzi grazie al crepitio innescato dai nostri passi calpestare dei gusci di noce disseminati sul pavimento.
Riesco a percepire la bellezza di un piccolo suono che, durante queste giornate di residenza, ha determinato figure e sonorità nelle improvvisazioni della danza e della musica.
Senza alcun dubbio solcherò nuovamente il mare e senza alcun dubbio ritornerò qui.
Ritornerò e vedrò la cornacchia in volo mentre lascia cadere un seme di noce con l’intento di spaccarlo e raccogliere la polpa.
Un seme apparentemente duro ma in realtà fragile, come il cuore degli oranesi.

Luca Cheri

ph. Maria Chiara Sotgiu

Un nuovo sguardo

La partenza,
quel desiderio irrefrenabile di attraversare il mare alla scoperta di cosa c’è al di là , quel gustoso mix fra curiosità ed impulso che con il tempo si trasforma in necessità, quella spinta che una volta concretizzata, ti costringe ad apprezzare e a vedere con nuovi occhi quella terra dal quale tutto è iniziato.

Si parte quindi da un punto comune, la fuga.
Ogni singola persona coinvolta in questa avventura chiamata e_scape ha sentito la necessità di esplorare nuove terre, nuovi orizzonti, anche se credo che questa sia una necessità intrinseca nell’essere umano, che spesso viene espressa, altre rimandata ed in alcuni casi rimane latente.

Dicono che l’importante sia il viaggio, in tutte le sue forme, ed è proprio il viaggio per arrivare ad Orani che catapulta verso un altro mondo, una dimensione poco conosciuta della Sardegna ma dal grande valore culturale, storico e paesaggistico, l’entroterra.
La parola stessa per me ha un suono potente, la stessa potenza che si può osservare oltrepassando le querce della macchia mediterranea, i sughereti e le polverose scarpate delle cave di talco che sembrano segnare l’entrata nel territorio Oranese, quasi come uno stargate.

Una delle particolarità che più mi colpii una volta “sbarcato” in paese, è proprio la sua forma che sembra somigliare ad un cuore, non come lo si disegna di solito, ma proprio nella sua forma più autentica , e lo si può notare ovunque, già, perché Orani fra le sue salite e discese, le sue strette vie sino ad arrivare ai piedi della montagna offre una visuale su tutta la vallata e su tutto il perimetro del paese.

Ci siamo immersi per un lungo periodo nel paesaggio, nei racconti e nelle storie (a tratti amare) che caratterizzano questo territorio cosi’ unico.
Il nostro sguardo non è più rivolto verso chi parte ma si concentra verso chi resta. Una restituzione al paese che ci ha ospitato e che ci ha spinto alla riflessione profonda su una tematica che ad oggi non riguarda solo il paese di Orani, ma tutta la Sardegna.

Credo che uno fra i tesori più preziosi di questo periodo di residenza ad Orani, siano gli incontri.

Ogni incontro, da quelli programmati a quelli casuali, è stato un regalo, un tassello di un puzzle ancora in fase di costruzione che il 22 di giugno troverà la sua forma, si, perché il colore l’abbiamo trovato dal primo istante, il blu oltre mare, denso e pulsante, quel blu oltremare di cui Orani è saturo; è presente in ogni parete, in ogni angolo, in ogni scorcio delle strette vie del centro storico.

Quelle vie un tempo abitate, un tempo luogo di ritrovo lasciano spazio al silenzio, ad un malessere che si respira nell’aria, ma non si dice.
Eppure ogni volta che vi faccio ritorno, ne avverto l’energia, reale e viva, quasi palapabile.

 

Fabio Sau

ph. Fabio Sau

Quando Tutto Prende Forma

Ascolto la voce di Joele e seguo la profondità del suo sguardo oltre la collina; osservo lo spazio denso intorno ad Antonio, Samuel ed Elena e il talco che li rende così “effimeri”; coltivo lo stupore di Carlo alla scoperta del suo “altro” sè, affamato, impaurito e felice insieme; ascolto le mille voci di Francesco; leggo i pensieri di Maria Chiara e mi immergo nelle visioni di Fabio. Parliamo. Immaginiamo. Cerchiamo. In sala, in macchina, al museo. Appena svegli, mentre mangiamo, mentre camminiamo. Parliamo. Immaginiamo. Cerchiamo. Ascoltano le mie indicazioni, inseguono il fiume delle parole che ho scritto, delle immagini che galoppano dalla mente alla bocca. Nei loro occhi scorgo il dubbio, la gioia, la paura e l’eccitazione di chi custodisce il senso profondo della creazione artistica. Nei loro occhi vedo i miei. E come solo nel teatro mi accade, tutto combacia, tutto trova posto, tutto prende forma. E_scape si compone, letteralmente, come una sinfonia, come materia informe e io ho il privilegio di assistere a questo “miracolo” . E_scape è articolato intorno al tema dello spopolamento come fuga (escape) e paesaggio (scape), indagati dal punto di vista di chi resta, che è poi il materiale di cui disponiamo in residenza: persone, racconti, fotografie, attualità, arte, paesaggio, architettura, storia, letteratura, cibo, etc. L’indagine che stiamo compiendo risiede nella convivenza con tutto questo, nella loro presenza, ma anche nella loro assenza, racchiusa nell’espressione semplice quanto dolorosa “Non c’è niente!” ripetuta come una litania.

All’inizio del viaggio avremmo potuto raccontare lo spopolamento, raccontando ULISSE. Ad esempio, Nivola, che lascia la sua terra, Orani, la sua Itaca, alla quale ogni tanto ritorna. L’eroe che parte (spesso) e ritorna (quasi mai) con il suo carico di esperienze. Noi stessi, gli artisti in residenza, siamo stati un po’ Ulisse, per Orani, per la Sardegna. Viaggiatori che tornano.

Avremmo potuto raccontare gli anziani, i centenari, LAERTE. La memoria e il passato, come nostalgia, nostoi o dolore del ritorno, da tramandare.

Il tema emerso nella seconda sessione di lavoro, e confermato nella terza tappa, è centrato invece su TELEMACO, sul figlio che resta, in attesa del padre. Su colui che aspetta, vive nell’attesa di qualcosa,e resta nella sua isola, per proteggerla, per permetterle di esistere, di vivere, di sopravvivere. Una grande responsabilità.

Durante i nostri soggiorni a Orani abbiamo attraversato il paese, il suo il paesaggio e la nostra attenzione si è naturalmente focalizzata sul non detto, sull’assenza, sul triste e silente tema del suicidio. Come nel testo di Niffoi “La leggenda di Redenta Tiria” gli abitanti sentono una voce che li spinge al suicidio. Persone di varia età che non possono o non riescono ad “andare” fisicamente, oppresse, trattenute da qualcosa che consuma il loro desiderio di vivere e così lasciano la loro terra, i loro affetti, la loro casa. Fuggono, lasciando molto “in sospeso”. Sono anime che restano. Sono ossa. Sono un segno blu oltremare su un muro scrostato.

L’esito di questa residenza è dedicato a loro e a chi vive nella mancanza, vive nell’assenza. E_scape si prende cura dei vivi, attraeverso i morti e il risultato è un’azione performativa dedicata alla Sardegna e a Orani, il paese a forma di cuore.

Chiara Murru

Li Nariana Maccu

Non sono abituato a scrivere di ciò che accade mentre accade. Adesso sono davanti al muro bianco della mia casa di Modena e penso a questo ultimo ciclo di residenza.

Chiudo gli occhi e mi dico: “A quanto pare sarei pazzo”.

Orani, 15-18/05/2018

Li nariana Maccu!!

Abbiamo la strana e costante  tendenza a cercare le cose fuori da noi. A Orani il tempo non si è fermato. A Orani il tempo scorre in modo differente. Io e i miei compagni di viaggio sappiamo che effetto fa quando il tempo ti sta alle costole e quando sei in urgenza, ma lì, a Orani, il tempo scorre in modo differente.

– Io vado, tu che fai? Resti?

-Io resto.

-Io non sono mai andato via.

-Io ritorno.

-Sono appena tornato!

-Io tornerò.

Nel silenzio di un paese nel cuore della Sardegna l’eco di questi pensieri rimbalza sulle case e come talco cosparge i nostri corpi.

Mentre abitiamo questi luoghi mi domando : “siamo in cerca di qualcosa o di qualcuno?”

I nostri corpi e i nostri sensi si sono imprezziositi di quelle strade e di quelle storie…

Con grande generosità ci siamo donati uno all’altro e atraverso l’altro ci siamo riconosciuti.

Forse chi stiamo cercando è in ognuno di noi, un po’ come quando al carnevale di Bosa (il paese in cui sono nato e cresciuto) cerchiamo “unu ticchirigheddu e latte”. Questa però è un’altra storia.

È evidente che in Sardegna le storie non siano mai totalmente slegate una dall’altra.

Non esiste un legame tangibile fra la tenerezza, la gentilezza di Tonina (che come una padrona di casa di altri tempi ci ha coccolati nel suo agriturismo) e il silenzio della Chiesa sconsacrata di Sant’Andrea, ma fra questi due mondi sono racchiuse le storie e i paesaggi che hanno condizionato e condizioneranno la nostra esperienza fra le strade di Orani. Il viaggio e la condivisione sono i temi riccorrenti di questa fuga che è anche una caccia.

Questo è un testo un pò sconclusionato ma dichiaro la mia pazzia per cui posso scrivere ciò che voglio e come voglio. L’augurio è quello di un…

-dove?

-Boh!!

-millo mi!!   

-Cussu pariat maccu maccu, abbà!

 Antonio Bissiri